L'inchiesta de l'Espresso sul calcioscommesse fa emergere un'organizzazione internazionale che avrebbe falsato il campionato 2010-2011
Le indagini sul calcioscommesse fanno un nuovo passo in avanti verso la pista magiara.
Il quotidiano la Repubblica ha avuto accesso a nuovi documenti istruttori dalle indagini delle Procure di Cremona e, ora, anche Bari, che delineano lo spettro del crimine organizzato dietro le 14 gare del campionato di serie A 2010-2011.
Roberto Di Martino, procuratore di Cremona, avverte infatti sulle gravi irregolarità che inficierebbero il campionato di calcio 2010-2011.
Il cosiddetto "zingaro", che finalmente ha un nome e un cognome, Hristyan Ilievski, sarebbe il braccio di quest'organizzazione internazionale che ha condizionato i risultati del campionato in questione.
Ilievski avrebbe infatti soggiornato in Italia durante tutta la passata stagione condizionando in maniera diretta i risultati.
I controlli sui traffici telefonici sembrerebbero confermare il collegamento tra le squadre italiane, Ilievski e Tan Seet Eng, capo dell’ organizzazione di scommettitori che vive a Singapore.
Il metodo di condizionamento é divenuto particolarmente sofisticato, richiedendo non più il classico 1X2, ma risultati parziali a fine primo tempo o numero di gol da segnare alla fine dei primi 45'.
Questo iter, che vede Ilievski dialogare direttamente coi capitani delle squadre si ripete in almeno 5-6 partite: dalla tanto discusa Lazio-Genoa (lo zingaro sarebbe stato segnalato a Formello quel giorno) a Palermo-Bari.
Il procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, ha incontrato infatti a Bari il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati, e il pm Ciro Angelillis, titolari del fascicolo d'indagine sul calcioscommesse, confermando inoltre che il calciatore Masiello sarebbe stato ascoltato dai pm per chiarire sui movimenti di denaro.
Pare infatti che in occasione di Palermo-Bari siano stati restituiti gli 80mila euro ricevuti dai giocatori, poiché l'incosapevole Miccoli avrebbe sbagliato il rigore e impedito la macchinazione dello zingaro e la sua organizzazione.
Le indagini sul calcioscommesse fanno un nuovo passo in avanti verso la pista magiara.
Il quotidiano la Repubblica ha avuto accesso a nuovi documenti istruttori dalle indagini delle Procure di Cremona e, ora, anche Bari, che delineano lo spettro del crimine organizzato dietro le 14 gare del campionato di serie A 2010-2011.
Roberto Di Martino, procuratore di Cremona, avverte infatti sulle gravi irregolarità che inficierebbero il campionato di calcio 2010-2011.
Il cosiddetto "zingaro", che finalmente ha un nome e un cognome, Hristyan Ilievski, sarebbe il braccio di quest'organizzazione internazionale che ha condizionato i risultati del campionato in questione.
Ilievski avrebbe infatti soggiornato in Italia durante tutta la passata stagione condizionando in maniera diretta i risultati.
I controlli sui traffici telefonici sembrerebbero confermare il collegamento tra le squadre italiane, Ilievski e Tan Seet Eng, capo dell’ organizzazione di scommettitori che vive a Singapore.
Il metodo di condizionamento é divenuto particolarmente sofisticato, richiedendo non più il classico 1X2, ma risultati parziali a fine primo tempo o numero di gol da segnare alla fine dei primi 45'.
Questo iter, che vede Ilievski dialogare direttamente coi capitani delle squadre si ripete in almeno 5-6 partite: dalla tanto discusa Lazio-Genoa (lo zingaro sarebbe stato segnalato a Formello quel giorno) a Palermo-Bari.
Il procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, ha incontrato infatti a Bari il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati, e il pm Ciro Angelillis, titolari del fascicolo d'indagine sul calcioscommesse, confermando inoltre che il calciatore Masiello sarebbe stato ascoltato dai pm per chiarire sui movimenti di denaro.
Pare infatti che in occasione di Palermo-Bari siano stati restituiti gli 80mila euro ricevuti dai giocatori, poiché l'incosapevole Miccoli avrebbe sbagliato il rigore e impedito la macchinazione dello zingaro e la sua organizzazione.
