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COSA OCCORREREBBE ALL'INTER

In sette punti, cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione nerazzurra senza gravare sul bilancio
Marco Branca l'ha detto esplicitamente non più tardi di quattro giorni fa: l'Inter ormai da anni si autofinanzia. Al contrario di quello che viene spacciato per verità da giornali disinformati e da tifosi vittime della disinformazione, la favoletta del Presidente che getta denaro in quantità industriale, è finita nel 2006 con gli acquisti di Vieira e Ibrahimovic. Da allora, dal 2006 in poi, gli acquisti sono stati fatti cedendo alcuni dei pezzi migliori: Martins, Pizarro, Balotelli, Ibrahimovic, Burdisso, Eto'o, Santon, Bonucci, solo per fare alcuni nomi. Se è vero, allora, che è finito da un pezzo il mecenatismo morattiano, ecco le sette cose che si potrebbero fare per migliorare l'Inter, intesa come Società e come squadra.

1) Selezione di dirigenza, addetti, collaboratori, col criterio esclusivo del merito professionale: non sfugge che in tempi diversi, ma anche attuali, l'Inter ha avuto come responsabile del marketing strategico la moglie del Presidente, come vicepresidente il figlio, come dirigente accompagnatore il fratello, come medico sociale un caro vecchio amico di famiglia, per non parlare dei figli illustri assunti con diverse posizioni e incarichi. Una Società campione del mondo non può più permettersi indulgenze per gli affetti e i sentimenti.
2) URGE AZIONARIATO POPOLARE: con i criteri finanziari impostati dal Fair Play finanziario UEFA, l'unico assetto organizzativo societario compatibile per il futuro è quello di Real Madrid e Barcellona. Le uniche Società in grado di ricapitalizzarsi e riassorbire i debiti, utilizzando i soldi dei Soci come ricavi. Metodo vietato a Società che non hanno l'azionariato popolare, irrimediabilmente penalizzate rispetto alle big spagnole.
3) Basta con l'acquisto di giocatori stranieri sconosciuti: Arnautovic, Coutinho, Alvarez, Castaignos, Jonathan, sono esempi lampanti di come si possa buttare al vento decine di milioni comprando bidoni degni dei vari PACHECO - GRESKO - MACELLARI -DOMORAUD - VAMPETA -RAMBERT -CAIO, di un tempo ...
4) Migliore valorizzazione del vivaio nerazzurro: BELEC- OBI -FARAONI - CALDIROLA - BARDI - BENEDETTI - DONATI - CRISETIG dimostrano quanto siano state sciagurate le cessioni dei vari BALOTELLI - SANTON - BONUCCI - MARTINS - MEGGIORINI - KRHIN - BOLZONI, ecc ecc
5)  Stop ai rinnovi di contratto agli over 30: abbiamo già tredici giocatori sopra i 30 anni. Se non vogliamo scomparire dal panorama internazionale, urge svecchiare la 'rosa'.
6) Potenziamento del reparto comunicazione: con metà dello stipendio accordato a suo tempo a Quaresma, l'Inter potrebbe triplicare i fondi destinati a Sito Internet, canale tematico, prodotti editoriali, ecc ecc. La sottovalutazione dell'importanza strategica della comunicazione sta letteralmente affossando la Società e penalizzando clamorosamente la squadra, sotto tutti i punti di vista: moviole, peso politico, peso arbitrale, sottovalutazione di risultati e prestazioni dei nostri giocatori, ecc ecc. 
7) Rinegoziazione dei diritti tv: l'Inter deve mettersi alla testa della rivoluzione anti-Galliani. Con la sentenza europea sui decoder e la liberalizzazione dei diritti tv, NON HA PIU' SENSO IL CONTROLLO ESERCITATO DA MEDIASET SUL MERCATO DEI DIRITTI TV del calcio, fonte primaria di finanziamento per le Società italiane. Condizionate, TUTTE, CLAMOROSAMENTE, dal conflitto d'interessi berlusconiano e dal condizionamento esercitato da Galliani e compagnia su Lega calcio, classe arbitrale e Società sull'accesso alle fonti di finanziamento del nostro calcio.
25/10/2011 09:56