La terza vittoria consecutiva in Champions League testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, che la differenza nel calcio moderno la fanno arbitri e guardalinee. Non a caso l'Inter ha vinto TUTTE le partite nelle quali i direttori dei gara non hanno voluto o potuto condizionare il risultato. Risulta addirittura comica e risibile l'obiezione secondo la quale in Champions l'Inter avrebbe incontrato avversari più deboli. Basti pensare che il Lille, nettamente ultimo nel girone, proviene da un campionato vinto in Francia umiliando quel Lione che è ormai considerato da quasi un decennio uno degli otto-dieci club più forti al mondo, superiore tra l'altro di moltissime posizioni rispetto al Milan nel ranking UEFA ... CSKA, LILLE E TRABZONSPOR possono valere Udinese e Lazio del campionato italiano, ovvero due delle prime cinque piazzate in Italia. Allora la verità è che l'unica significativa differenza è rappresentata dagli arbitri: in serie A l'Inter è stata derubata di almeno otto - dieci punti finora. In Europa invece ha i punti che merita, anche se forse con i turchi doveva ottenere almeno il pari (gol in fuorigioco degli ospiti). Per Ranieri il bilancio ufficiale parla di 9 incontri con 5 vittorie, 1 pari e 3 sconfitte. Un bilancio appesantito in negativo dalla persistenza del modulo a rombo che costringe la squadra a soffrire sistematicamente quando la palla ce l'hanno gli altri. E qui la difesa c'entra ben poco, se non è mai protetta da un centrocampo in costante inferiorità numerica e scoperto sulle fasce. Discorso ormai vecchio, che ho ripetuto decine di volte e che rischia di compromettere la stagione nerazzurra. MA SIAMO ANCORA IN TEMPO per fare una bella Champions, per vincere la Coppa Italia e per salvarci in serie A ...
