FONTE: PANORAMA.IT
di Giovanni Capuano
Un quadro d’accusa “straordinariamente rafforzato” dalle confessioni degli arrestati e dai racconti dei due pentiti che “hanno confermato e spesso ampliato” le ipotesi degli stessi magistrati così da aprire nuovi filoni in un’inchiesta che rischia di ridisegnare il panorama del calcio italiano. L’ordinanza del Gip Guido Salvini che ha portato in carcere il portiere del Piacenza, Mario Cassano, e l’infermiere Angelo Iacovelli, noto per la sua vicinanza agli ambienti sportivi del Bari, rappresenta un nuovo salto di qualità nell’inchiesta ‘Last Bet’. Si è passati dalle semplici sensazioni espresse dal pm Di Martino nel mese di giugno dopo i primi arresti, a prove e riscontri che allungano sempre più l’elenco delle partite taroccate o sulle quali sono state esercitate pressioni e che, ormai, non sono più limitate alla sola serie B e ai campionati minori.
Gli arresti di Cassano e Iacovelli si sono resi necessari dopo la confessione-denuncia dello scorso 20 gennaio del difensore dell’Atalanta (ex-Bari) Andrea Masiello e dai riscontri ottenuti anche da Cristiano Doni nelle sue deposizioni in procura a Cremona.
IACOVELLI E LE PRESSIONI SUL BARI - Ad incastrare Angelo Iacovelli è stata la deposizione spontanea rilasciata lo scorso 20 gennaio da Andrea Masiello, ex difensore del Bari. Al pm Di Martino ha raccontato che l’infermiere “gravitava spesso attorno ai giocatori del Bari, andava a mangiare con loro, faceva parte del loro contesto”. Una persona vicina ai giocatori che nella primavera del 2011 cominciò a cambiare atteggiamento facendo allusioni sempre più dirette alla possibilità di “conseguire risultati proficui” anche senza “impegnarsi allo spasimo” e “fare sforzi inutili”.
Masiello parla di alcune partite del Bari. Quattro di queste vengono contestata a Iacovelli e tra di esse c’è anche Milan-Bari del marzo 2011 finita in pareggio e di cui si ricordano le polemiche per l’espulsione di Ibrahimovic a Rossi per un pugno e il dialogo tra Antonio Cassano e il portiere barese a pochi minuti dalla fine. Una partita sulla quale magistrati e Gip hanno puntato l’attenzione. Ecco i verbali di Masiello sulle altre.
BARI-SAMPDORIA (23 APRILE 2011) - “La sera prima della partita io e gli altri giocatori eravamo in ritiro presso l’albergo Una Hotel di Torre a Mare. In quell’occasione Iacovelli mi ha contattato telefonicamente chiedendomi di recarmi in una camera dove mi aspettavano due imprecisati signori che volevano parlare con me. Avendo intuito che potesse trattarsi proprio di un discorso intorno alla manipolazione di partite, mi rifiutati di raggiungerli.
La mattina seguente attorno alle 11 scesi per incontrare Iacovelli a seguito di una sua ulteriore chiamata. Lo trovai assieme a uno sconosciuto che non proferì parola. Iacovelli mi chiese se c’era la possibilità di perdere la partita con la Sampdoria. Dopo pochi attimi io gli espressi un netto rifiuto. La cosa finì li e giocai regolarmente la mia partita per vincere. In effetti perdemmo ma si trattò di una sconfitta a seguito di un normale svolgimento della partita, almeno per quanto mi consta. Qualche sera più tardi Iacovelli mi contattò sempre per telefono. Scesi all’esterno della mia abitazione e il predetto mi chiese nuovamente se ero disposto a essere coinvolto nella combine della successiva sportiva”.
BARI-ROMA (1 MAGGIO 2011) - “La partita successiva era Bari-Roma che finì 2-3. Ricordo che Iacovelli mi disse che, qualora avesse accettato, c’era pronta per me in auto una valigetta con i soldi. Da come si espresse Iacovelli io capii che avrei dovuto rivolgermi ai miei compagni di squadra. Io naturalmente rifiutai e me ne tornai a casa. Da allora cominciai ad avere paura”.
PALERMO-BARI (8 MAGGIO 2011) - “Iacovelli ci convocò in una stanza dell’albergo Una Regina a Palermo, dov’eravamo in ritiro con la squadra. La proposta fatta da Iacovelli fu quella di perdere la partita con due goal di scarto. Iacovelli mi consegnò 35mila euro. Passò una mezz’ora e mi portò a casa una busta con ulteriori 35mila euro. In albergo con me c’erano già Marco Rossi, Bentivoglio e Parisi”. Masiello racconta che lui e gli altri decisero però di rifiutarsi: “incontrai nuovamente Iacovelli sotto casa e gli restituì il denaro che mi aveva dato. Da allora interruppi i contatti”.
Iacovelli, però, non era tipo da farsi rifiutare una proposta e Masiello mette a verbale anche che dopo essersi trasferito in estate all’Atalanta riceve dall’infermiere un sms dal tono minaccioso: “il mondo è piccolo e Angelino arriva da tutte le parti”. Secondo l’accusa Iacovelli era il tramite tra i giocatori del Bari e la banda degli ‘zingari’ con a capo Ilievski che lo stesso Masiello ha riconosciuto in fotografia. Alle sue ‘dipendenze’ ci sarebbero stati Andrea Masiello, Marco Rossi, Daniele Padelli, Simone Bentivoglio e Alessandro Parisi.
CASSANO E IL RIGORE CONCORDATO CON DONI - Cassano, ex compagno di Gervasoni e Zamperini arrestati in dicembre, è finito in manette perché gli viene contestato un ruolo attivo nell’alterazione di tre incontri della serie B 2010-2011 (Piacenza-Albinoleffe, Atalanta-Piacenza e Siena-Piacenza) e uno della serie B 2008-2009 (Piacenza-Mantova).
Il suo nome compare nei verbali dell’interrogatorio di Gervasoni che lo associa alla combine di Piacenza-Albinoleffe 3-3 del 20 dicembre 2010: “Cassano mi disse che l’incontro era stato combinato tra le due dirigenze”. Viene citato anche in riferimento a una partita di due anni prima: “Ho appreso sempre da Cassano che nella stagione 2008-2009 Passoni chiese di comprare la vittoria. Passoni agì per conto del Mantova, in particolare del ds Magalini. Il Mantova vinse e, sempre secondo Cassano, vennero versati dei soldi ad alcuni giocatori dei quali non so indicare il nome”.
Accuse confermate e allargate da Doni per la combine di Atalanta-Piacenza 3-0 del 19 marzo 2011. Il verbale dell’interrogatorio dello scorso 11 gennaio lascia poco spazio a dubbi. Così Doni descrive l’episodio del rigore calciato proprio contro Cassano: “Quando si è trattato di calciarlo, poco prima mi si è avvicinato il Cassano che mi ha invitato a tirare al centro. Io sono rimasto un attimo perplesso in quanto avrebbe potuto trattarsi di un brutto tiro del Cassano, teso a confondermi le idee. Nulla poteva escludere infatti che Cassano, dopo avermi dato questo suggerimento rimanesse in posizione centrale a pararmi il tiro. E’ accaduto, tuttavia, che ho collegato tutto quello che avevo appreso fino a quel punto sulla combine, con il suggerimento di Cassano, e, sia pure con qualche perplessità, ho tirato al centro trasformando. Peraltro il portiere si è gettato di lato con largo anticipo, rendendomi ancora più evidente che effettivamente le cose stavano come mi avevano detto”.
E’ per questo che il pm Di Martino ha chiesto per lui l’arresto accusandolo di essere parte integrante dell’organizzazione che faceva riferimento al gruppo capeggiato dal cittadino di Singapore Eng Tan Seet.
- Sabato 4 Febbraio 2012
